Direttiva Case Green, gli italiani sono spaventati: hanno ragione ad esserlo?

La paura degli italiani cresce, con la Direttiva Case Green si teme di avere un’abitazione senza valore. Qual è la verità?

Chi ha dai 35 mila ai 60 mila euro da spendere per aumentare l’efficienza energetica del proprio immobile? Quasi nessuno, eppure è ciò che richiede la Direttiva UE Case Green per evitare che la propria abitazione perda valore.

Direttiva case green, chi perderà l'abitazione?
Le paure degli italiani sulla Direttiva Case Green (Tsetv.it)

La Direttiva Case Green preoccupa seriamente gli italiani che sono proprietari di un’abitazione di classe energetica G o F. Per evitare che la casa valga circa il 40% in meno rispetto al valore attuale si dovranno effettuare grossi interventi al fine di aumentare l’efficienza energetica riducendo i consumi. Pannelli solari, sistemi di raffreddamento e riscaldamento efficienti, isolamento termico, sostituzione di infissi, gestione intelligente dei dispositivi.

Il tutto alla modica cifra di importo variabile tra 35 mila e 60 mila euro in base alla metratura dell’immobile e ai lavori da effettuare. E come se non bastasse l’obiettivo dovrà essere raggiunto presto. Entro il 2030 si dovranno ridurre i consumi del 16% per arrivare al 22% circa nel 2035. Sui social inutile dire come siano partiti attacchi di ogni genere alla Direttiva Case Green. “Così la Ue ti porta via la casa” è lo slogan del momento. Quanto c’è di vero?

La verità dietro la Direttiva Case Green UE

Noi avanzeremo alcune considerazioni, ognuno poi potrà trarre le proprie considerazioni. La Direttiva non nasce per portare via la casa ai cittadini ma per cercare di dare respiro al nostro pianeta, di ridurre i consumi energetici, di spingere all’uso delle energie rinnovabili, di diminuire l’inquinamento. Non c’è alcun obbligo per i proprietari di immobili residenziali di aderire alla Direttiva.

Considerazioni sulla Direttiva Case Green
Considerazioni sulla Direttiva Case Green (tsetv.it)

Nel testo non c’è alcun riferimento ad espropri, privatizzazioni, statalizzazioni anzi si parla di incentivi da erogare a chi effettuerà interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Ogni Stato membro UE, poi, dovrà recepire il testo e trasformarlo in Legge secondo propri criteri, agendo entro un certo grado di autonomia. Gli obiettivi, dunque, non dovranno essere uguali per tutti. Si potrà puntare all’efficienza energetica allungando le scadenze sempre se e solo se il proprietario vorrà procedere.

Quale l’alternativa? Una svalutazione della propria casa. Chi vorrà mai comprare ad un prezzo elevato un vecchio immobile che non rispetta le direttive UE? Cosa si lascerà ai figli? Un’eredità di ben poco valore rispetto a quanto prefissato al momento dell’acquisto dell’abitazione. Non sarà un obbligo ma la riqualificazione serve. Nel testo si parla di incentivi che arriveranno per sostenere la spesa. Perfetto ma se saranno con detrazione si torna al punto di partenza. Chi ha dai 35 mila ai 60 mila euro per ristrutturare casa?

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